SICUREZZA E SALUTE IN QUOTA
PRESENTATI A PORTA VESCOVO I RISULTATI DEL PROGETTO PILOTA “INFERMIERE IN PISTA”
16 aprile 2026
Tempo di lettura: 2 min
Martedì 14 aprile 2026 il Rifugio Luigi Gorza a Porta Vescovo, ha ospitato la conferenza stampa in cui sono stati presentati i risultati del progetto pilota per il servizio sanitario territoriale integrativo nell’area Arabba – Fodom che ha visto l’integrazione di una figura infermieristica professionale, esperta nel soccorso avanzato, all’interno dell’organizzazione del soccorso piste.
Il progetto, nato dalla sinergia tra Dolomiti Emergency e ULSS 1 Dolomiti, con il supporto strategico del CIFAM (Consorzio Impianti a Fune Arabba Marmolada), è stato promosso con l’obiettivo di potenziare la tempestività degli interventi sanitari in pista a supporto delle efficienti squadre di soccorso già presenti – Esercito, Polizia, Carabinieri, Soccorso Alpino – che operano nel contesto geografico sfidante del comprensorio sciistico Arabba Marmolada.
Diego De Battista, Presidente del Consorzio Impianti a Fune Arabba Marmolada, ha aperto la conferenza stampa sottolineando il valore della collaborazione nell’ambito di un progetto con ricadute positive per tutto il territorio: “Abbiamo creduto fermamente in questa iniziativa fin dal primo giorno. Non si tratta solo di logistica, ma di un investimento sul bene comune. Garantire una presenza sanitaria qualificata direttamente sul campo eleva lo standard di sicurezza per i nostri sciatori e per l’intera comunità di Arabba.”
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Tra l’8/12/2025 e il 12/04/2026 gli interventi in pista sono stati ben 1.931 (circa pari all’anno precedente); il 36% dei quali nel comprensorio di Arabba (693 interventi, di cui 33 con l’infermiere soccorritore).
I vertici dell’ULSS 1 Dolomiti rappresentati dal Direttore Generale Giuseppe Dal Ben hanno analizzato i dati clinici raccolti durante l’inverno, evidenziando come la presenza di un infermiere specializzato in area critica abbia permesso di migliorare il triage sul posto, garantendo cure immediate nei casi di trauma.
I numeri parlano chiaro: degli oltre 1.900 interventi effettuati in tutta la provincia, ben 693 sono avvenuti nel comprensorio di Arabba, e in 33 casi critici la presenza dell’infermiere specializzato ha fatto la differenza.
È poi intervenuta Elisabetta Rorato, che ha portato la sua professionalità come infermiere in pista, ha sottolineato quale sia il vero contributo che può portare un sanitario:
- somministrazione di terapie antalgiche (per il dolore) e gestione di parametri vitali complessi, con conseguente riduzione dello stress traumatico del paziente durante il trasporto;
- valutazione sanitaria in fase di soccorso che va a rendere più efficiente la comunicazione con la Centrale Operativa del SUEM.
Proprio per questo la presenza dell’infermiere in pista ha permesso una significativa riduzione degli interventi da parte dell’elisoccorso.
Il progetto si aggiunge ad una rete di servizi molto importante, che in sinergia va a tutelare fortemente tutto il territorio della Provincia di Belluno.
“L’infermiere in pista non è un sostituto, ma un moltiplicatore di efficacia per la rete di emergenza già esistente.”
Jacopo Gabrieli, Presidente di Dolomiti Emergency, associazione che ha proposto e finanziato con 28.000 euro il progetto, ha ringraziato ULSS 1 Dolomiti per il prezioso e fondamentale appoggio, sottolineando come la proattiva collaborazione di tutte le parti coinvolte nel progetto siano state il punto chiave per il successo registrato.
Ha ribadito il ruolo fondamentale dell’associazione nel finanziare e promuovere soluzioni innovative per il soccorso in montagna: “L’infermiere in pista non è un sostituto, ma un moltiplicatore di efficacia per la rete di emergenza già esistente. I risultati di questa prima stagione dimostrano che la prossimità della cura è la chiave per salvare vite e ridurre gli esiti invalidanti dei traumi.”
Sulla base dei dati positivi presentati, l’obiettivo dei partner è rendere il servizio strutturale andando ad apportare ulteriori migliorie facendo frutto di questa prima esperienza.
Il successo del progetto pilota è stato garantito dal coordinamento costante con la Croce Bianca e il Soccorso Alpino. I rappresentanti dei due enti – Antonella De Toffol e Giorgio Detomaso per la Croce Bianca e Giorgio Farenzena per il Soccorso Alpino – hanno confermato come la fluidità nelle comunicazioni e la gestione congiunta dell’infortunato, e le competenze sanitarie garantite dalla presenza dell’infermiere in pista, abbiano ottimizzato i tempi di intervento, specialmente nelle giornate di massimo afflusso turistico.
Il Sindaco di Livinallongo del Col di Lana ha allargato poi lo sguardo al futuro del territorio, collegando il successo del progetto “Infermiere in Pista” al più ampio piano di realizzazione della nuova Clinica Traumatologica di Arabba, un’opera ritenuta fondamentale per stabilizzare l’eccellenza sanitaria nell’area Fodom, completando un ecosistema sanitario unico per una località sciistica di alto livello.
È poi intervenuto Marco Grigoletto, Presidente ANEF Veneto, ribadendo l’importanza di progetti come questo nell’ambito del comparto funiviario e più in generale per tutto il territorio montano, auspicando che il progetto pilota messo in campo ad Arabba possa fungere da esempio e traino anche per le altre ski aree del Veneto.
In chiusura è intervenuto il Prefetto Antonello Roccoberton, che ha sottolineato come progetti di questo tipo siano l’esempio virtuoso di collaborazione tra più attori, congratulandosi con tutti i presenti.
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