Funivie Arabba diventa Società Benefit

UN PASSAGGIO IMPORTANTE A RIPROVA DEL FORTE LEGAME DELL’AZIENDA COL TERRITORIO

24 novembre 2022

Tempo di lettura: 5 min

L’ambizione di costruire un ecosistema che possa investire nella valle per garantire un futuro all’insegna della prosperità, dell’innovazione e della sostenibilità economico-sociale.

Si respira aria di cambiamento nel quartier generale di Funivie Arabba, giovane azienda di impianti a fune che riunisce sotto un’unica bandiera gli asset delle preesistenti società Impianti Turistici Boè S.p.A S.B e SOFMA S.p.a., controllando inoltre direttamente Padon S.rl. e Arabba Fly. L’azienda – la più grande realtà funiviaria di tutto il Veneto, che da sola rappresenta più dei 2/3 del Consorzio Impianti a Fune Arabba-Marmolada – già da tempo si impegna nella valorizzazione delle Dolomiti attraverso importanti iniziative e innovativi servizi al territorio.

Sempre pronta a cogliere nuove sfide e a guardare avanti con coraggio e determinazione, Funivie Arabba si presenta all’appuntamento con la nuova stagione invernale sotto una nuova veste: sarà la prima società funiviaria a diventare Società Benefit. Un’operazione pionieristica non solo nell’ambito degli impianti a fune ma in generale nel panorama aziendale italiano.

Photo credit: The Creative Brothers

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Ma cosa significa essere una Società Benefit? Vuol dire essere un’azienda che oltre agli obiettivi di profitto ha lo scopo di produrre effetti positivi sul beneficio comune, quindi sulla società, sulla comunità.

Un passo molto importante in linea con una visione, quella che guida Funivie Arabba sin dall’inizio, che pone al centro il territorio e la gente che ci vive cercando di ampliare l’offerta dei servizi e migliorare la qualità della vita.

Obiettivo principale della nuova Società Benefit sarà quindi la cura e la valorizzazione del territorio e dei suoi abitanti con l’ambizione di costruire un ecosistema che può investire nella valle per garantire un futuro all’insegna della prosperità, dell’innovazione e della sostenibilità, creare valore e far in modo che la gente abbia un buon motivo per rimanere. Finita la stagione dello sci, Arabba deve continuare a vivere: questa è la sfida più grande.

“Alcune località di montagna sono immerse in un circolo vizioso di rassegnazione e pessimismo” spiega Diego De Battista, CEO di Funivie Arabba. “Nell’ottica dello sviluppo globale attuale, siamo testimoni di un innalzamento medio della qualità dei servizi, a cui si accompagna il fatto che la gente si abitua ad avere sempre di più e a dare per scontate sempre più cose. Esiste una soglia critica di rapporto tra residenti e servizi, sotto la quale il settore pubblico fatica a giustificarne la fornitura. È perciò quasi inevitabile, che in zone demograficamente poco dense come le valli di montagna, certi servizi, che nelle realtà urbane sono offerti dal settore pubblico, vengano a mancare”. Questo crea chiaramente un grado di disagio a cui molte persone rispondono abbandonando il paesino natio e spostandosi verso realtà urbane più grandi. Occorre quindi fare qualcosa per invertire questo processo, altrimenti è molto probabile che la rovinosa ipotesi secondo cui fra cento anni nelle valli di montagna non vivrà più nessuno finirà per concretizzarsi.

Anche se il comprensorio Arabba-Marmolada è una realtà economica prospera, inserita nel circuito della Sellaronda, e caratterizzata da piste da sci che sono tra le più belle delle Dolomiti, è comunque importante rendersi conto che una situazione come questa, proprio per il fatto di godere di un certo benessere, può portare in qualche modo ad adagiarsi e a non intraprendere progetti a lungo termine.

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Photo credit: The Creative Brothers

L’unica soluzione è quella di mirare a diventare un modello in cui il vivere in montagna sia in perfetta simbiosi con il turismo, grazie ad un’attività imprenditoriale in grado di mantenere vivo il territorio, sopperendo dove possibile a quelle mancanze di servizi. Questo significa mettere in cantiere dei progetti che vadano oltre il solo fine economico: una visione estremamente lungimirante che non si preoccupa del fatto che investimenti di questo tipo possano non avere un ritorno nell’immediato. È indubbio che senza il profitto un’azienda non vada avanti, ma questo non significa che non si possa fare di più, e De Battista è fermamente convinto che il business degli impianti a fune debba avere un compito più importante per le comunità di montagna rispetto a quello che attualmente ricopre: “Gli impianti a fune non devono essere giudicati importanti unicamente perché creano posti di lavoro. Al contrario, essendo di fatto il motore economico trainante di queste valli, possono e devono dare un qualcosa in più per far sì che la gente voglia continuare a vivere qui e creare a loro volta valore per il territorio”.

 

La centralità del mondo impiantistico all’interno dell’economia di montagna si accompagna quindi alla volontà della nuova Società Benefit Funivie Arabba di diventare un punto di riferimento ancor più centrale per i soggetti, dal singolo cittadino alle istituzioni, in modo da offrire un’esperienza di montagna emozionante, autentica, inclusiva, conforme al principio della sostenibilità economico-sociale del territorio che contribuisca a rendere la comunità più prospera non solo dal punto di vista economico ma anche da quello sociale, famigliare, psicologico, comunitario. “Siamo un’azienda che ha come obiettivo quello di far crescere il territorio, e far sì che la gente continui a viverci” ribadisce Marco Grigoletto, CFO di Funivie Arabba e presidente di Anef Veneto. “Realizzeremo questo creando le situazioni adatte per far sì che questo territorio cresca per quello che merita, nella consapevolezza che in alcuni casi potremmo doverci trovare a sostituire l’ente pubblico per dare alla gente i servizi che mancano – ma siamo pronti a farlo – perché crediamo fermamente in un progetto di vivibilità del nostro territorio e come azienda dobbiamo necessariamente portarlo avanti”.

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